UNA TARGA PER LA FONDERIA COLBACHINI
UNA TARGA PER LA FONDERIA COLBACHINI
Una targa commemorativa per la storica Fonderia Colbachini. A Padova la Giunta del sindaco Sergio Giordani, su proposta dell’assessore alla Cultura, Andrea Colasio, e dopo il parere favorevole della Commissione comunale di Toponomastica, ha deciso di dar seguito alla mia proposta riguardante una targa commemorativa della Fonderia di campane Daciano Colbachini e Figli - Stabilimento Pontificio da installare in via Barbarigo. Ossia nel sito dove tale stabilimento ha avuto sede per oltre un secolo, dagli inizi dell’Ottocento fino al 1926, quindi cento anni fa, di fronte al liceo «Nievo», trasferendosi poi in via dei Colli (1926-1983) e, infine, a Saccolongo (Padova) dove sono state fuse campane fino al 2006.
Tale istanza, oltre ad aver ottenuto il plauso della famiglia Colbachini - in particolare del fonditore Giovanni Aldinio Colbachini e del nipote Daciano Aldinio Colbachini, presidente dell’Industria Veneta Gomma (Ivg) di Cervarese Santa Croce (Padova) - è stata accolta entusiasticamente pure dai condomini stessi del palazzo, che non hanno esitato a dare il loro indispensabile benestare all’iniziativa, incuriositi e piacevolmente colpiti dai particolari emersi dalla mia ricerca.
L’indagine che ho effettuato si è basata su molteplici fonti, da quelle storico-documentarie (compreso un accurato studio genealogico della famiglia Colbachini eseguito dal ricercatore Luca Chiavegato) ai registri catastali dell’epoca, in particolare quelli del Catasto napoleonico e austriaco che l’Archivio di Stato di Padova ha reso disponibili per la consultazione online, passando per l’analisi sul posto dei fabbricati, confrontati con le incisioni dell’epoca inserite in uno storico catalogo della fonderia messomi gentilmente a disposizione dal fonditore Giovanni Aldinio Colbachini. Senza dimenticare il confronto tra mappe catastali e foto disponibili dell’alto dell’area, comprese quelle scattate durante la Prima guerra mondiale.
Il testo della delibera della Giunta del 14 luglio scorso, con cui è stata approvata, previa acquisizione delle varie autorizzazioni, la realizzazione e collocazione della lapide commemorativa, è in sintonia con lo spirito della mia segnalazione. Ossia quella di far ricoprire alla comunità, soprattutto ai più giovani, «luoghi ed eventi che hanno contribuito all’elevazione culturale e sociale della città di Padova». In particolare l’esecutivo del sindaco Giordani, nel provvedimento, ha riconosciuto che la segnalazione rientra «nell’obbiettivo di ripristino della memoria storica della comunità, che nel frattempo ha inevitabilmente subito profonde trasformazioni e rischia, particolarmente tra le nuove generazioni, di essere soggetta a fenomeni di smarrimento delle radici e dell’identità collettiva».
In questo percorso ho trovato la piena disponibilità del dottor Girolamo Bonavita, responsabile dell’ufficio Toponomastica, grazie alla cui solerzia l’istanza è stata condotta passo dopo passo fino all’approvazione da parte della Giunta. Così pure è stato prezioso l’intervento dell’architetto Fabio Fiocco, del Settore Edilizia Monumentale, Culturale e Sicurezza, molto rapido nel fornirmi delucidazioni tecniche, nel recepire l’istanza completa di tutti gli allegati e nell’avvio della relativa istruttoria burocratica.
Il complesso dell’ex Fonderia Colbachini di via Barbarigo, dove tra l’altro nel 1895 venne fusa la «Campana granda» della recentemente restaurata Torre degli Anziani di Padova, nonostante le profonde trasformazioni del secondo Dopoguerra che lo hanno convertito ad uso residenziale, mantiene alcuni aspetti originari, come la pianta stessa del fabbricato e, nella facciata, il porticato visibile pure nell’incisione di fine Ottocento utilizzata dai Colbachini per il loro catalogo.
Durante l’attività in via Barbarigo (già Scalona), la Fonderia Colbachini – come puntualmente richiamato nella delibera di Giunta - ottenne da papa Leone XIII, confermato poi da papa Pio X, il titolo di «Stabilimento Pontificio». E se a Montegalda (Vicenza), nel 2002, è stato aperto per volere degli stessi Colbachini il Museo Veneto delle Campane «Daciano Colbachini» a coronamento di oltre due secoli e mezzo di attività fusoria, ora anche a Padova vi sarà una preziosa testimonianza di quel laboratorio da dove sono uscite centinaia di campane, le quali tuttora costituiscono un patrimonio storico-artistico di svariate torri, non solo ecclesiastiche ma anche civiche, italiane ed estere.
Nel centro storico patavino, a due passi dal Duomo, la Fonderia Colbachini, nata nel 1745 a Bassano del Grappa (Vicenza), trovò dunque le sue fortune, trasferendo qui la propria Casa Madre contribuendo così a far conoscere il nome di Padova (che compare su tutte le campane accanto alla ragione sociale della ditta) in tutto il mondo.
Altrettanta notorietà alla «Città del Santo», dal punto di vista sportivo ma anche economico, la diede pure un altro esponente di questa dinastia di fonditori. Ovvero l’atleta olimpico, pioniere dell’aviazione militare ed imprenditore (fondò nel 1966 la Ivg) Daciano Attilio Colbachini (1893- 1982) a cui meritoriamente Padova, in anni recenti, ha intitolato lo stadio di atletica del quartiere di Arcella.
Fabio Tomelleri


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